Ho apprezzato un esempio di serietà, affatto scontato, del Gruppo Arena nel luglio del 2019, quando, nel pieno dello scontro tra Conad e il sindacato di categoria, sul mantenimento dei livelli occupazionali nell’operazione di acquisizione di Auchan, ha siglato l’accordo sindacale per la salvaguardia e l’assorbimento dei dipendenti dei supermercati Simply, IperSimply e PuntoSimply alle medesime condizioni contrattuali e retributive delle attività del gruppo francese sul territorio siciliano. Il Gruppo Arena, il più importante operatore della grande distribuzione in Sicilia, nel 2024 ha registrato un fatturato di 1.36 miliardi di euro (+8%). Con 196 punti vendita tra Decò e SuperConveniente, il gruppo detiene una quota di mercato del 27,3% in Sicilia e si distingue per solidità finanziaria e visione del business. Nel 2025 sono previste ulteriori 9 nuove aperture. L’obiettivo del Gruppo Arena è ambizioso: raggiungere 2 miliardi di euro di fatturato entro il 2030, consolidando il proprio ruolo di leader regionale. E, guardando al Paese, costruire solide alleanze per affrontare il futuro. È un mercato particolare quello della Sicilia e del sud in generale. Lo abbiamo visto dalla “fuga” di importanti player nazionali e internazionali. Ed è la capacità di interpretarlo che fa la differenza tra i diversi operatori. La competizione tra formati tradizionali e discount qui segna il massimo di intensità. Studiare e capire questo fenomeno aiuta ad anticiparne le mosse e le contromosse sul resto del territorio nazionale sapendo che in questo decennio non solo sono cambiati i protagonisti, è cambiato pure il consumatore.
Il canale discount, in Sicilia, ha portato la sua quota al 37%, con un incremento di dieci punti percentuali nello stesso periodo. In Italia i più realisti parlano di un obiettivo possibile intorno al 30%. Di fronte a questa evoluzione, il Gruppo Arena (che aderisce a VéGé di cui Giovanni Arena è Presidente) ha risposto con una strategia chiara e mirata, dando vita a “SuperConveniente”, un’insegna nata dieci anni fa come risposta tattica alla diffusione dei discount e oggi divenuta un asset strategico fondamentale all’interno del gruppo. Non è un discount. È una risposta ragionata e locale alla sfida del discount. A Bologna durante Marca 2025 ho avuto modo di scambiare qualche parola proprio con Giovanni Arena e ho compreso quanto questo progetto lo motivi e lo coinvolga pur rappresentando, per ora, circa un quarto del fatturato complessivo senza considerare la nuova apertura dell’Arena di Misterbianco di ottobre che sembra confermare un notevole apprezzamento di pubblico.
Con 34 punti vendita attivi in Sicilia e un piano di sviluppo ambizioso che prevede sei nuove aperture entro il 2025, SuperConveniente si è affermata come una valida alternativa ai discount. La differenza? Un assortimento ampio e diversificato, capace di rispondere alle differenti capacità di spesa e alle abitudini di consumo della clientela siciliana. SuperConveniente propone una sua identità precisa: il risparmio senza dover rinunciare alle offerte di prodotti di Grandi Marche, al taglio del macellaio, ai consigli del salumiere, alla freschezza della pescheria. Questo approccio mira a ridurre le distanze sociali nei consumi alimentari, proponendo un modello di supermercato di convenienza che si adatta alle esigenze di ogni tipo di consumatore.
SuperConveniente nasce quindi con l’obiettivo di offrire un’esperienza di spesa superiore a quella dei discount tradizionali, con una strategia basata su Every Day Low Price (EDLP), che assicura prezzi competitivi senza affidarsi eccessivamente a promozioni spot. Il format è progettato per unire risparmio, comodità e qualità, creando un equilibrio tra livello di servizio, attrattività della location e valore dell’offerta. Al centro di ogni punto vendita si trova la piazza dei freschi, un’area progettata per valorizzare ortofrutta, macelleria, pescheria, gastronomia, panetteria e pasticceria, con una selezione di prodotti locali e filiere controllate che garantiscono freschezza e qualità. L’assortimento non si limita solo ai generi alimentari: all’interno dei punti vendita si trova un’area non food e un reparto dedicato ai grandi formati per il canale HoReCa, con una gamma più ampia rispetto a quella disponibile nei classici supermercati.
Questo approccio permette a SuperConveniente di entrare in concorrenza diretta con il discount, senza però rinunciare ai vantaggi di un supermercato moderno e funzionale. Uno dei pilastri su cui si basa la strategia è lo sviluppo della marca del distributore (MDD), che ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni. Attualmente, i prodotti a marchio proprio rappresentano il 25% delle vendite totali, con picchi fino al 32% nei punti vendita di minori dimensioni, superando la media nazionale del settore. Oggi l’assortimento MDD di SuperConveniente conta 1.000 referenze, ma l’obiettivo è raggiungere 1.500 entro la fine del 2025, con un’estensione a tutte le categorie merceologiche entro il 2026. La strategia del gruppo prevede un mix equilibrato tra private label, marchi leader e brand follower, per garantire al cliente la migliore combinazione tra qualità e prezzo.
Il piano di sviluppo triennale di SuperConveniente prevede un’espansione significativa della rete, con sei nuove aperture entro il 2025. Nel 2024, il gruppo ha già inaugurato tre nuovi punti vendita strategici: Gela (1.400 mq); Vittoria (1.800 mq) Misterbianco (4.000 mq), situato all’interno del nuovo centro commerciale. L’apertura dell’Arena di Misterbianco ha segnato un passo fondamentale nello sviluppo dell’insegna, introducendo un format innovativo che integra efficienza, sostenibilità e un assortimento ancora più ampio. Il punto vendita è dotato di impianti fotovoltaici da 1,3 MW, che coprono il 100% del fabbisogno energetico nelle ore diurne, e tecnologie avanzate per la refrigerazione basate sulla CO₂, a impatto ambientale nullo.
Perché trovo interessante comprenderne e proporne la specificità? Fino ad ora il dibattito sui differenti formati si è focalizzato principalmente sulla metamorfosi dei discount. Poco sulla qualità della risposta dei formati tradizionali per assorbirne l’impatto. Questa è una delle risposte possibili. Non la sola. Ed è è nata proprio laddove lo scontro è più significativo.